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6 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 18:28

Qualche mese fa aveva suscitato indignazione la storia di un cassiere licenziato (ma poi reintegrato) a causa di un test del carrello, Dopo oltre vent’anni di servizio come cassiera in un supermercato di Modena, una donna è stata licenziata nel 2024 per aver sottratto uno scolapasta e una pentola wok del valore complessivo di 30,52 euro. La vicenda, riportata dal Corriere di Bologna, si è conclusa con la conferma del licenziamento da parte del tribunale di Modena, che ha anche condannato la dipendente a pagare 1.500 euro di spese legali.

Secondo l’azienda, la cassiera aveva agito con dolo, cercando di evitare la lettura dei codici a barre alla cassa e sottraendo consapevolmente la merce. La circostanza sarebbe stata confermata dai filmati dell’impianto di videosorveglianza. Al termine delle operazioni, il vigilante del supermercato aveva riscontrato che i due articoli non erano stati registrati nello scontrino, circostanza che ha portato all’interruzione del vincolo fiduciario tra azienda e dipendente. Il tribunale modenese ha ritenuto che a determinare la legittimità del licenziamento non fosse il valore della merce sottratta, ma il comportamento della lavoratrice, giudicato tale da compromettere il rapporto di fiducia con il datore di lavoro. La cassiera aveva impugnato il licenziamento, ma il giudice ha respinto la contestazione, dando ragione all’azienda.