"Il pesce che vendiamo non è fresco" e ancora "le modifiche ai turni di lavoro non ci piacciono". I colleghi del reparto pescheria di un supermercato si sfogavano in una chat di gruppo, nel mirino i turni di lavoro e anche la qualità ittica sul bancone. I vocali di una di loro, anche delegata sindacale, erano poi finiti nelle mani dei superiori che l'avevano sospesa per essersi lasciata andare a valutazioni ritenute "denigratorie" dei capi ma anche del pesce "ledendo l'immagine commerciale" della società. Il tribunale del Lavoro di Ancona al quale la donna si era rivolta aveva dato ragione ai 'superiori' confermando la sospensione dal lavoro e dello stipendio per cinque giorni.