La decisione della Cassazione è supportata da alcuni punti chiave: la Corte, spiega Il Sole 24 Ore, "esclude che la natura 'privata' della chat WhatsApp sia di per sé idonea a neutralizzare la rilevanza disciplinare della condotta: il fatto che la comunicazione avvenga in un gruppo implica comunque la presenza di una pluralità di destinatari, qualificabili come 'terzi' rispetto all'autore della dichiarazione", sottolinea come il contenuto del messaggio fosse "connotato da intenzionalità lesiva" e "distingue tra dolo e colpa quanto alla diffusione del messaggio: anche in assenza di volontà di divulgazione all'esterno, la prevedibilità di tale diffusione integra, comunque, un profilo di responsabilità, idoneo a rafforzare il disvalore complessivo della condotta".
WhatsApp, lavoratrice mandata via per un messaggio inviato in chat privata: la Cassazione conferma la legittimità del licenziamento
WhatsApp, lavoratrice mandata via per un messaggio inviato in chat privata: la Cassazione conferma la legittimità del licenziamento.







