La partita è appena iniziata, ma durerà almeno al 22 giugno. La corsa alla poltrona di presidente federale dovrebbe coinvolgere unicamente il mondo sportivo, eppure sta interessando in maniera significativa anche il mondo politico. Il Ministro dello Sport Andrea Abodi aveva auspicato una presa di responsabilità collettiva, un desiderio disatteso dalle componenti del Consiglio federale che - nonostante il fallimento mondiale - è rimasto in carica convocando l’Assemblea elettiva. Nonostante la riforma applicata dall’ex presidente Gravina, il peso elettorale delle componenti è ancora eccessivamente sbilanciato a vantaggio dei dilettanti guidati da Giancarlo Abete. La Lega Serie A (il 13 aprile prevista l’assemblea) rivendica un ruolo centrale nel nuovo corso federale che prenderà il via nella prossima estate, ma il portafoglio voti con un misero 18% rischia di non far toccar palla a chi finanzia il calcio in Italia.