“Non ho detto né che mi candido né che non mi candido: è un problema che al momento non mi pongo, adesso il problema sono i contenuti. La candidatura c'è tempo per farla fino al 13 maggio, un’eternità”. Non dice sì ma neanche no, Giancarlo Abete, all’ipotesi di succedere a Gabriele Gravina alla guida della Figc. Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che fu già numero uno della federazione fino al 2014, ne ha parlato a Torino, a margine della presentazione del progetto “Vinciamo insieme” nella sede della Regione Piemonte.

Il piano di Abodi per commissariare la Figc: ecco cosa può succedere

di Matteo Pinci

“Prima bisogna fare un’analisi della situazione e poi si comincia a parlare di nomi e di disponibilità – sostiene -. Il problema sono i contenuti delle proposte che vengono fatte e se queste sono condivise o meno. Perché se poi le proposte, di qualsiasi candidato, non fossero condivise dal mondo che rappresenta sarebbe una sorta di disastro cosmico”. Abete è ritenuto uno dei nomi più credibili fra i possibili successori di Gravina, se decidesse di correre in prima persona. Un’altra possibilità di cui si è parlato è che invece resti formalmente dietro le quinte appoggiando però un candidato più giovane, magari un ex calciatore.