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Il direttore de Il Giornale Tommaso Cerno a Domenica In ha commentato la prima via Crucis del Pontefice, che si è svolta in tempo di guerra

La prima Pasqua di Papa Leone XIV è segnata dalla guerra in Medioriente e in Terra Santa, non un evento qualunque ma un enorme fardello per il capo della Chiesa Cattolica, che da mesi chiede, a chi ha le armi in mano, che ritorni la Pace. E la via Crucis con la croce, così come non si vedeva da anni, non è stato solo un ritorno alle origini della tradizione iniziata da Papa Paolo VI ma un messaggio forte che il Santo Padre ha voluto mandare alla comunità cristiana nel mondo nel chiedere la Pace.

“Pace è la parola che è risuonata potente da piazza San Pietro, che Papa Leone ha voluto pronunciare con forza e che rimanda a un messaggio di pace potente”, ha sottolineato il direttore Tommaso Cerno, ripercorrendo la tradizione dei Pontefici che, dal Novecento con Benedetto XV durante la Prima Guerra Mondiale, hanno dovuto lanciare questi messaggi necessari al mondo caduto nei conflitti. Un messaggio “potentissimo che questo Papa rilancia in una Pasqua segnata dagli orrori e dalla guerra in Terra Santa”, che ci fanno ricordare, ha aggiunto il direttore, che “la via Crucis che abbiamo visto, con Papa Leone che porta la croce come fece Wojtyla all’inizio del suo Pontificato, ci riporta all’origine di quel rito davanti al Colosseo che fu voluto da Paolo VI nel ‘64 dopo che lui tornò dal primo viaggio in Terra Santa che un Pontefice fece”.