Nel toto-commissario Max sembra lasciare la corsa: «Felice al Milan». Gasp, a cui il posto da selezionatore fu proposto nel 2016: «Io mi auguro di restare alla Roma. E al calcio italiano serve una visione». E De Rossi: «Troppe chiacchiere, tutti hanno la ricetta magica...»

Mancini

Genova – C’è poco da stare allegri, con questa Nazionale di calcio. E Allegri, nel toto-ct che impazza dopo il mesto ringhio d’addio di Gattuso, pare essere il primo a tirarsi fuori. Ecco Max, corto muso e sguardo lungo: «Sono contento di essere qui al Milan e spero di restarci a lungo. La Nazionale non è un discorso di ct o presidente, ma è l'analisi su ciò che c'è da fare da qui al 2034. Non da oggi a domani. Una volta che hanno esaminato le migliorie da fare all'interno del sistema, facendolo tutti insieme, allora si vedrà un futuro più roseo. Non è tutto da buttare». Se non un no secco è quanto meno un rinvio, lungo. Il suo domani è col Diavolo e, a Pasquetta, incrocia un altro dei papabili big per la panchina azzurra: Antonio Conte. Il quale dai rumors sembra essere più interessato a una eventuale (ri)chiamata come selezionatore.

Non ne parlerà oggi, il mister del Napoli: niente conferenza stampa pre-Milan. Mentre per un altro candidato forte al bis azzurro ha dato il suo parere l’allenatore della Sampdoria, Attilio Lombardo, che di Roberto Mancini è stato collaboratore fidatissimo anche a Coverciano. Prima l’analisi: «Nessuno si aspettava per la terza edizione consecutiva di non andare ai Mondiali. Mi dispiace molto per Gattuso e il suo staff. Quando lavori per la Nazionale, senti proprio l’appartenenza del popolo italiano. Faccio però parte di chi pensa che il movimento del nostro calcio in questo momento sia inferiore ad altri. Pochi giovani giocano sia in B che in A e questo toglie tanto. Quando si ricominceranno a rivedere almeno in A squadre con minimo tre italiani titolari, probabilmente potremo costruire un futuro diverso». E su Mancio di nuovo ct parole che sanno di apertura, di strada percorribile: «Io credo che lui abbia un debito con la Nazionale per quella eliminazione con la Macedonia che ci è costata il secondo Mondiale. Anche se vincendo avremmo dovuto affrontare in trasferta il Portogallo e non sarebbe stato facile. Lui vorrebbe ricucire e dare la gioia al popolo italiano di tornare al Mondiale, anche se bisogna aspettare 4 anni e prima c’è un Europeo nel 2028. Sarei felice per Roberto. E penso che a lui piacerebbe tornare in Nazionale, come gli piacerebbe tornare alla Sampdoria».