BELLUNO - Prima tre, poi cinque. Poi tutto da rifare. Si addensano nuove nubi nere sulla Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi. L'ente che gestisce la promozione territoriale e le politiche di gestione del turismo continua a essere nel caos. E di fatto, sembra quasi che il cda della Fondazione, peraltro in scadenza e da rinominare da qui a qualche mese, esca delegittimato da una situazione che ora rischia di trascinarsi. La situazione è quella della selezione del nuovo direttore che potrebbe andare per le lunghe. Motivo? La commissione chiamata a esaminare i curriculum dei candidati deve essere azzerata per un vizio di costituzione. Era partita da tre componenti, come richiedeva il regolamento interno. Ma poi è salita a cinque, per una richiesta espressa di una parte dei soci della Fondazione. E adesso deve essere rifatta, su indicazione dell'organo di controllo che ha imposto un netto dietrofront. Intanto chi ha inviato la propria domanda per diventare nuovo direttore non può che stare alla finestra. E la Dmo si avvita su se stessa su questioni interne distanti dalla sua mission di far decollare il turismo in provincia di Belluno.

La selezione era partita nelle prime settimane dell'anno, subito dopo il saluto dell'ex direttrice Valentina Colleselli. Alla scadenza dell'invio delle candidature, era stata individuata una commissione composta da tre persone. Ma la composizione ufficiale era poi di cinque membri. A quel punto, un mese fa, uno dei soci della Dmo ha chiesto conto, sollevando dubbi di legittimità anche per prevenire contenziosi: come mai una commissione a cinque se il regolamento dell'organizzazione interna del funzionamento dei servizi (articolo 5 comma 4) prevede che «per la selezione dei curriculum è nominata una commissione composta di tre membri esterni alla Fondazione»? La risposta della presidente della Dmo, Emanuela De Zanna, era stata laconica, consegnata a un comunicato stampa: «Il cda ha nominato una commissione qualificata. Il regolamento interno della Fondazione prevede la nomina di almeno tre componenti. La scelta di ampliarne il numero è stata fatta per due ragioni precise: da un lato garantire la presenza di un maggior numero di esperti, in grado di valutare in modo approfondito tutte le competenze necessarie – comprese quelle trasversali oggi indispensabili per guidare una destinazione turistica – e dall’altro rispondere alle richieste di alcune associazioni di categoria che avevano chiesto la presenza di un componente aggiuntivo a loro rappresentanza».