BELLUNO - Le Olimpiadi sono un treno che passa una volta sola. Una considerazione quasi lapalissiana e scontata. Ma che negli ambienti di Confindustria Belluno Dolomiti (e anche tra qualche sindaco) si sta accompagnando a una sensazione di fastidio. E sta creando una spaccatura piuttosto vistosa in seno alla Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi. L'ente che si occupa di programmare e gestire la promozione turistica sarebbe reo di non aver preso quel treno e di averlo lasciato passare senza cogliere l'occasione.

La mancata sponsorizzazione olimpica, in parole povere, ha scatenato un autentico terremoto. E adesso, rischia di diventare una delle componenti dell'eredità dei Giochi. Perché è vero che l'evento a Cinque Cerchi passa solo una volta. Ma stavolta rischia di lasciare scorie che non se ne vanno, se come pare l'associazione degli industriali e diversi amministratori locali contestano le scelte prese in autonomia dalla Dmo e mettono addirittura in discussione l'esistenza stessa della Fondazione. «A cosa serve la Dmo?» si sarebbe chiesto un sindaco durante una delle ultime assemblee. Insomma, tempi difficili. Servirebbe una tregua olimpica, se non fosse che proprio le Olimpiadi diventano l'epicentro del terremoto.