Roma, 3 apr. (askanews) – L’Amministrazione cinese del cyberspazio ha pubblicato oggi una bozza di regolamento per disciplinare i servizi informativi online basati sui cosiddetti “umani virtuali digitali”, imponendo un’etichettatura continua e ben visibile dei contenuti generati con questi avatar e vietando ai minori l’accesso a servizi che simulino rapporti affettivi o che possano favorire dipendenza, consumo eccessivo o altri comportamenti dannosi. La consultazione pubblica resterà aperta fino al 6 maggio, secondo il testo diffuso dall’Ufficio nazionale cinese per l’informazione su Internet.
La bozza definisce gli “umani virtuali digitali” come immagini o figure virtuali che esistono nel mondo non fisico e che, attraverso grafica, elaborazione di immagini digitali o intelligenza artificiale, simulano l’aspetto umano e possono avere voce, comportamento, capacità di interazione o tratti di personalità. Le nuove norme si applicano ai servizi forniti al pubblico in Cina tramite queste tecnologie.
Tra i punti centrali del testo c’è l’obbligo di mostrare per tutta la durata del servizio, nell’area in cui compare l’avatar, un contrassegno evidente con la dicitura “persona digitale”, in cinese “shùzìrén”, in linea con le norme nazionali già esistenti sulla marcatura dei contenuti sintetici generati con l’intelligenza artificiale. Il progetto vieta inoltre di offrire servizi in grado di identificare una persona specifica senza il suo consenso, compresi i casi di uso di nomi, pseudonimi, volti o voci fortemente somiglianti a quelli di persone reali.







