Dopo Australia e Stati Uniti, anche la Cina si muove per cercare di tutelare l'uso di internet da parte dei minori.

Secondo una bozza di regolamento ripresa dalla Cnbc, Pechino vorrebbe impedire ai chatbot basati sull'intelligenza artificiale di influenzare le emozioni umane in modi che potrebbero portare al suicidio o all'autolesionismo.

Le normative proposte dalla Cyberspace Administration cinese mirano a quelli che vengono definiti "servizi di intelligenza artificiale interattivi simili agli umani", riporta il media.

Per la Cina, i chatbot non dovrebbero generare contenuti con un forte impatto sulle persone, in modo particolari i più giovani, né ricorrere alla violenza verbale o alla manipolazione emotiva.

"Se un utente parla espressamente il suicidio, i fornitori di tecnologia devono far sì che una persona responsabile dell'IA prenda il controllo della conversazione e contatti immediatamente il tutore dell'utente o una persona designata" scrive la Cncb, che continua, "i chatbot di IA non devono generare contenuti correlati al gioco d'azzardo, osceni o violenti.