Il grande compromesso. È questo il titolo che si potrebbe dare al post pubblicato da OpenAI sul proprio blog ufficiale. Qui ribadisce quali sono i principi fondanti dell'organizzazione. «Per noi e per la società è molto importante che venga protetto il diritto alla privacy quando si usa l'intelligenza artificiale», si legge nell'articolo firmato dal fondatore Sam Altman. Più avanti ribadisce il principio sulla libertà: «Vogliamo che gli utenti possano utilizzare i nostri strumenti nel modo che preferiscono, entro limiti di sicurezza molto ampi». E, infine, quello che è finito al centro dell'attenzione di molti per alcuni casi di cronaca nera. «Il terzo principio riguarda la protezione degli adolescenti». Ma questi tre apparentemente «sono in conflitto», come dice l'azienda.
ChatGpt introduce la verifica dell'età per "beccare" i minori: «Riduce la privacy, ma è un compromesso accettabile»
Al Senato Usa sentiti i genitori di adolescenti che si sono suicidati dopo aver stretto una "relazione" con i chatbot. Ora OpenAI userà l'AI per controllare la vera età degli utenti e proporre risposte adattate a chi si trova alla tastiera









