L’amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, avrebbe approvato personalmente la decisione di consentire ai minori l’accesso a chatbot basati su intelligenza artificiale capaci di sostenere conversazioni a sfondo sessuale.

La rivelazione emerge da documenti interni presentati presso un tribunale dello stato del New Mexico e resi pubblici il 26 gennaio scorso.

Secondo quanto riportato dagli atti legali, Zuckerberg avrebbe respinto le richieste del personale addetto alla sicurezza che invocava restrizioni più severe per proteggere gli utenti più giovani.

Le accuse si inseriscono in un filone giudiziario più ampio che vede l’azienda californiana impegnata a difendere le proprie pratiche di gestione dei rischi per la salute mentale e la sicurezza dei minorenni sulle piattaforme Instagram e Facebook.

Centinaia di famiglie statunitensi, supportate da oltre 250 distretti scolastici, hanno infatti dato il via a una serie di processi giudiziari che mirano a stabilire se le piattaforme social controllate da Meta siano state progettate con lo scopo di manipolare la psicologia dei degli utenti più giovani.