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Tra nazismo, scienza e Guerra fredda: la vita di Wernher von Braun, l’uomo che ha portato l’America sulla Luna
Un tempo risero anche di Jules Verne. Il 23 marzo del 1912 nasce a Wirsitz, nella Posnania, al tempo parte della Prussia orientale, Wernher von Braun. Un giovane brillante e risoluto, appassionato dei racconti di fantascienza di Jules Verne e H. G. Wells, ma, si dice, in particolare delle deduzioni scientifiche di Hermann Oberth, considerato uno dei padri dell’astronautica, autore del libro Il missile nello spazio interplanetario.
Figlio dell’aristocrazia conservatrice, astronomo amatoriale e studente caparbio, si applicò nello studio della matematica, in cui era per natura “carente”, per arrivare a padroneggiare il calcolo infinitesimale e la trigonometria al fine di poter comprendere la fisica della missilistica ed essere accolto nella stretta cerchia del suo ispiratore, Oberth, nella visionaria “Società per il volo spaziale”, dove iniziò a sviluppare i primi razzi assemblati con materiali di recupero reperiti nelle discariche di Berlino e spinti da combustibile liquido. Le biografie più affascinanti hanno spesso dei punti di contatto con le trame dei romanzi: un giovane nobile e caparbio che supera i suoi limiti per raggiungere ciò che scuoteva la sua immaginazione di bambino curioso, le stelle, ad esempio, che von Braun osservava con un piccolo telescopio, dono di sua madre.






