Due articoli due del Fatto quotidiano provano a dire che è tutto normale che Giuseppe Conte abbia incontrato a Roma l’emissario di Trump, Paolo Zampolli, al riparo da sguardi indiscreti e in modo piuttosto carbonaro. Due articoli sulla stessa edizione, quella di ieri, perché uno grillescamente non vale uno, o forse solo perché uno non bastava per seminare un po’ di veleno contro di noi pur di difendere il loro leader di riferimento ormai in pista e parlante dalla sera alla mattina sui canali social, in tv, in giro per l’Italia, ovunque.

Ma se il primo - fogliettone, pagina pari - serviva per riportare la notizia, cioè lo scoop di Libero che ha smascherato Giuseppi a tavola con l’amico di Donald, il secondo si spinge laddove solo le penne dietrologhe dirette da Travaglio potevano osare. Titolo: “Il pranzo di Conte fa scandalo. Gli Usa con Crosetto invece no”. Lo firma Marco Lillo, inchiestista di punta del giornale con agganci solidi nelle procure e, pare di capire, informazioni scottanti sul ministro della Difesa (sempre lui, uno dei più dossierati d’Italia) che avrebbe avuto l’ardire di incontrare un ambasciatore e un senatore Usa nella sede del ministero.

ZAMPOLLI INCHIODA CONTE: "PENSO LO VORRÀ FARE", SINISTRA IN AGITAZIONE