La sclerosi multipla, malattia infiammatoria cronica e neurodegenerativa del sistema nervoso centrale, non colpisce solo mielina e assoni ma anche i neuroni della corteccia cerebrale, sede del pensiero e delle funzioni cognitive superiori.

Il meccanismo alla base di questo secondo aspetto è stato ricondotto a un'alterazione del Dna dei neuroni della sostanza grigia. E' quanto emerge da due studi pubblicati su Nature dall'Università della California a San Francisco, quella di Cambridge e dal Cedars-Sinai Medical Center che apre la strada a nuove terapie mirate per combattere la malattia. "E' fondamentale trovare il modo di proteggere direttamente i neuroni della sostanza grigia" commenta Steve Fancy, PhD, DVM, professore presso il Weill Institute for Neurosciences dell'UCSF e coautore assieme a David Rowitch, MD, PhD (vicedirettore della ricerca presso il Guerin Children's Hospital e professore di Pediatria all'Università di Cambridge) dei due articoli.

Per capire come l'infiammazione invade il cervello i ricercatori hanno studiato come nascono i neuroni CUX2 nei topi. Secondo il team il processo avviene nelle prime fasi della vita, quando il cervello cresce rapidamente, sottoponendo le cellule a uno stress enorme. Per riparare il loro Dna mentre si moltiplicano connettendosi e diffondendosi nelle zone più remote del cervello si affidano ad un gene di risposta allo stress chiamato ATF4. Quando quest'ultimo è stato rimosso i neuroni in crescita presentavano numerosi danni al DNA, impedendo così la formazione della parte frontale del cervello.