Immaginate di avere a disposizione una sorta di “modellino” del cervello umano, attraverso il quale poter studiare da vicino alcuni meccanismi coinvolti nell’insorgenza di malattie come la sclerosi multipla. Un gruppo di scienziati e scienziate coordinato da Simona Lange, ricercatrice presso il Roche Innovation Center di Basilea (Svizzera), è riuscito a mettere a punto qualcosa di simile, realizzando degli organoidi del cervello umano con cui si possono mimare e analizzare nel dettaglio i meccanismi di produzione e rimozione del rivestimento mielinico che protegge i neuroni. I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Science Translational Medicine.
Ricostruire un modello di cervello umano in provetta
La cosiddetta guaina mielinica garantisce il corretto funzionamento delle cellule nervose, e la sua degradazione è infatti coinvolta in diverse patologie, fra cui alcune malattie neurodegenerative o autoimmuni come l’Alzheimer e la sclerosi multipla. Nel corso della vita, questo strato protettivo va incontro a modifiche fisiologiche sia in termini di spessore che di composizione chimica. Quando però la guaina si degrada e non viene adeguatamente rigenerata, la trasmissione degli impulsi nervosi lungo gli assoni (ossia le “code” che collegano una cellula nervosa all’altra) diventa meno efficace e possono insorgere disturbi cognitivi o del movimento.







