Èpossibile riutilizzare farmaci già approvati per altre indicazioni terapeutiche per curare la sclerosi multipla? È a partire da questa domanda che un gruppo internazionale di ricercatori si è messo al lavoro per trovare una terapia per la forma progressiva della malattia, quella per cui le opzioni di cura sono limitate. A 9 anni dalla formulazione di quella domanda, e dalla partenza del progetto BRAVEinMS, arriva una risposta importante: è stato individuato un candidato farmaco che, nei modelli animali, ha mostrato di proteggere i neuroni e favorire la riparazione della mielina. Quindi la risposta è sì, si può. Anche se la strada perché questa scoperta si trasformi in terapia è ancora lunga.
La molecola si chiama bavisant ed è stata già studiata in passato per il trattamento di disturbi del sonno e della veglia nelle persone con Adhd. In quel caso la sperimentazione non ha dato i risultati sperati, e la molecola è stata abbandonata. Ora, uno studio pubblicato su Science Translational Medicine dimostra invece che questo farmaco riesce ad agire su due dei meccanismi più devastanti della sclerosi multipla - la degenerazione delle fibre nervose e il fallimento dei processi di rimielinizzazione – rendendolo quindi un ottimo candidato a diventare un farmaco efficace per la forma progressiva di malattia.







