Ma, più ancora delle tappe, resta il modo in cui Roberto attraversava tutto questo. Anche in quel lavoro emergeva con forza una delle sue qualità più autentiche: la capacità di partire da posizioni nette, persino lontanissime da quelle di altri interlocutori senza mai scivolare nella contrapposizione sterile. Come nel caso del confronto, quasi agli antipodi, con la professoressa Maria Rita Parsi, autrice della postfazione del volume e ispiratrice della collana della Armando Curcio in cui il libro è inserito. Per lui il dissenso era materia viva, occasione di costruzione, mai di demolizione.