Nelle interviste ciascun giornalista sfodera la sua tecnica; di solito resta un po’ sull’uscio a guardare che succede dopo aver buttato lì una domanda, magari antipatica, come si fa con un sasso gettato in uno stagno aspettando di vedere i cerchi. Ci sono poi libri-intervista che invece sono lunghe conversazioni, come Il silenzio dell’opinione pubblica di Ezio Mauro e Zygmunt Bauman (Feltrinelli, p. 80, € 10), in cui il pensatore ebreo polacco riprende per sommi capi i punti fermi della sua riflessione guidato – nel lontano 2014 - da Ezio Mauro.

Ricapitoliamo: Zygmunt Bauman, sociologo scomparso nel 2017, è il teorico della società liquida, un flusso magmatico in movimento in cui nulla è stabile e certo. Il teorico del caos in cui fluttuiamo privati delle istituzioni e delle certezze dei tempi che furono, trascinati quindi nel disorientamento dovuto alla dissoluzione dei legami comunitari tradizionali, calati come siamo nel puro individualismo, dalla perdita di senso delle ideologie e dalla fragilità delle relazioni affettive. Ezio Mauro invece lo conosciamo meglio, ha diretto a lungo la Stampa e Repubblica fino al 2016.

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