Se “Una notte al museo” faceva immaginare statue e faraoni che si animavano dopo l’orario di chiusura, parafrasando il titolo del celebre film, ci troviamo qui di fronte a una versione decisamente più piacevole: niente T-Rex che si aggirano tra le sale, ma “una cena al museo”, con calici di vino, piatti curati e una delle viste più spettacolari di Londra.
Succede alla Tate Modern, dove il Tate Modern Restaurant, al sesto piano della gigantesca ex centrale elettrica di Bankside, offre – attraverso le sue grandi vetrate – uno sguardo privilegiato sullo skyline della City, sulla monumentale cupola di St Paul’s Cathedral e sul Tamigi fino al Millennium Bridge. Un luogo luminoso, sospeso tra design contemporaneo e panorami urbani, dove la contemplazione delle opere sembra proseguire naturalmente a tavola, quasi fosse un altro modo di leggere l’arte.
Da tempo, in realtà, i grandi musei internazionali hanno compreso che l’esperienza culturale non si esaurisce davanti a un quadro: il MoMA di New York, con il ristorante stellato The Modern, ha fatto scuola trasformando il pranzo in un capitolo della visita; il Louvre di Parigi accoglie i visitatori sotto la piramide con il raffinato Café Marly, mentre il Rijksmuseum di Amsterdam propone il ristorante RIJKS, premiato con una stella Michelin, dove la cucina contemporanea dialoga con la tradizione olandese. Anche il Museo del Prado a Madrid e il V&A di Londra hanno trasformato i loro spazi gastronomici in autentici luoghi di socialità culturale.






