Aumentano le quote concesse all'Italia nel 2026 per il tonno rosso che guadagna 900 tonnellate in più, quasi il 17%, arrivando a 6.182,610 tonnellate rispetto alle 5.283 tonnellate dello scorso anno.
Il nuovo decreto pubblicato dal ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, definisce il quadro operativo nel triennio 2026-2028, inserendosi nel contesto delle decisioni europee e internazionali.
Recepisce le indicazioni dell'Iccat - International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas - traducendole in regole nazionali per la gestione delle quote, l'accesso alla risorsa e i controlli. Ad essere stabiliti non è solo la ripartizione del contingente annuale, ma anche le modalità con cui questa quota viene distribuita tra i diversi sistemi di pesca e le singole imbarcazioni.
"Dopo anni di rigorose limitazioni e sacrifici da parte delle marinerie italiane, arrivano segnali concreti di apertura per la pesca del tonno rosso", commenta Coldiretti Pesca, accogliendo il nuovo decreto "che consentirà a un ulteriore 40% circa di imbarcazioni di essere autorizzate alla cattura e allo sbarco nei porti italiani, insieme a un consistente aumento delle quote per le imbarcazioni già autorizzate". Una buona notizia per i consumatori che potranno trovare con maggiore facilità tonno rosso tracciato e sicuro sui banchi delle pescherie e nei ristoranti, che potrà sviluppare una visione imprenditoriale più ampia del settore, non solo catturare e vendere il prodotto fresco ma investire nella trasformazione e nella valorizzazione, creando nuove opportunità economiche lungo la filiera.






