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Ultimo aggiornamento: 7:59

C’è un nome che oggi non solo fa paura agli storici gruppi criminali calabresi e siciliani, ma che si annuncia come la versione milanese dei “Casamonica”. Sono gli Cizmic, clan rom di origini slave che come i cugini della Capitale, all’ombra della Madonnina mette in repertorio un corposo traffico di droga unito alla capacità di controllare il territorio anche con azioni di inaudita violenza. E del resto con i Casamonica, il clan Cizmic si è anche scontrato sul terreno degli affari gestiti dal duo Salvatore Buzzi e Massimo Carminati. Lo testimonia l’indagine Gramigna della Procura di Roma, quando lo stesso Buzzi alle prese con l’ampliamento del campo nomadi di Castel Romano si scontra con C. Cizmic, definito “capo mafia”, che quel campo, emerge dalle indagini, lo controllava. Per questo sarà chiamato come “mediatore culturale” uno dei soggetti apicali dei Casamonica “in modo da tenere sotto controllo le problematiche che sarebbero potute sorgere nel rapporto con i nomadi”.

E se la storia giudiziaria dei Casamonica ha già portato a condanne per mafia, quella recente degli Cizmic non lo segnala nel casellario se pur gli inquirenti rivelino l’esistenza di “un contesto associativo dove vengono messe in atto condotte tali da connotare il gruppo quale vero e proprio clan dedito al crimine organizzato, volto al traffico internazionale di droga attraverso azione violente tipiche del metodo mafioso”. Insomma, il panorama criminale milanese sta cambiando. Tanto più che il clan, in più rispetto ai Casamonica, e viste le sue origini slave, può mettere sul piatto anche robusti contatti con la mafia serba e gruppi paramilitari di Belgrado. Un dato da non sottovalutare e che nel 2025, come già svelato dal Fatto.it, ha acceso le polveri di una faida con un gruppo rivale che per poco non è sfociata in “fuoco e sangue a Milano” .