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Ultimo aggiornamento: 18:58
Quando le due berline scure targate Belgrado sono arrivate davanti a una pizzeria lungo la circonvallazione, gli investigatori hanno iniziato a temere il peggio. Davanti ai loro occhi iniziava a materializzarsi quella faida sanguinosa che per mesi avevano ascoltato nelle decine di video postati sui social. Guerra a Milano. Dichiarata e aperta per un furto di droga da quasi un milione di euro. A contendersi il banco, non tanto dello spaccio, ma del controllo criminale della città, due bande di etnia Rom in stretti rapporti con la mafia serba e con il suo esercito di spie e paramilitari, legati alla storia sanguinaria delle Tigri di Arkan, al secolo Zeljko Raznatovic, il cui esercito illegale di tagliagole ha infestato la guerra della ex Jugoslavia.
Insomma, nulla da invidiare ai clan italiani. La storia, unica nel suo genere a livello nazionale, sta nelle pieghe di una inchiesta antidroga dell’antimafia di Milano, coordinata dal pm Rosario Ferracane e dal Goa della Guardia di finanza. A finire indagate circa venti persone e buona parte del clan Cizmic, origini rom. A dare la stura all’inchiesta, i verbali di due nuovi collaboratori di giustizia, gli ex narcos Enzo e Tommaso Pellegrino. Saranno loro a mettere a fuoco il profilo della famiglia Cizmic che tra la Spagna e il campo nomadi di Baranzate a Milano gestisce un ormai decennale traffico di droga in collegamento con soggetti della mafia italiana. Sotto sequestro una Ferrari 296 GTB del valore di circa 300mila euro e una BMW M4 Competition del valore di circa 100mila euro.






