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Ultimo aggiornamento: 7:46
Pasqua è resurrezione, è nuovo inizio, è linfa pura per la vita. Restiamo umani, disse Vittorio Arrigoni in tempi recenti di buia disumanità. Ma che significa? Umani sono anche Trump e Netanyahu, così come i mafiosi e i terroristi, chi commette femminicidi e quelli che uccidono persone, animali e la stessa nostra splendida natura. Dobbiamo riscoprire quindi il senso profondo della vera umanità, quella in cui intelletto e cuore si mescolano in un equilibrio finanche misterioso.
La Pasqua, soprattutto in tempi così bui, di guerre criminali orribili e genocidi continui, può essere l’occasione per guardarsi dentro e scegliere che umani vogliamo essere e combattere per la civiltà contro le barbarie. Sovvertire profondamente i valori dominanti nel campo della vita può essere il segno di un nuovo inizio, di una resurrezione umana, soprattutto di fronte ai reiterati abusi dei poteri.
Rigiochiamo, in primo luogo, la partita tra essere ed avere. Negli ultimi anni ha stravinto l’avere, costruito dal palazzo e dal sistema: il dio denaro, il profitto ingordo, la bulimia di oggetti da detenere, il possesso opprimente, il potere raggiunto con ogni mezzo, il predominio dell’io, la sopraffazione sull’altro, la violenza di ogni tipo, l’umiliazione dei visionari, romantici e sognatori. Rimettiamo adesso la palla a centrocampo e giochiamo nuovamente la partita: il noi che può sconfiggere l’io, la pace che vince contro le guerre, l’amore che dilaga contro la violenza, l’altruismo che con un pallonetto aggira la barriera dell’egoismo. Una partita difficile, ma entusiasmante, in campo avverso, senza arbitri imparziali, da combattere con tanta forza di volontà, testa e cuore, da spiriti liberi e con grande coraggio.








