Restiamo umani, una frase ricorrente e giusta. La uso anche io. Ma che significa in concreto? Il nazismo fu opera di umani. Il genocidio commesso dallo Stato d’Israele contro il popolo palestinese è commesso da uomini e donne, quindi da umani. Non da bestie, che non farebbero mai quello che stanno facendo gli israeliani. Le guerre in giro per il pianeta sono fatte da umani. La distruzione del pianeta non è opera della natura o degli animali, che sono le vittime, ma di esseri umani che sono i carnefici e che anzi sono meno sensibili degli animali. Omicidi sempre più orribili, soprattutto nei confronti delle persone fragili, sono commessi da umani.

La violenza istituzionale che è di tipo sempre più mafioso è fatta da umani. La scelta di far prevalere l’avere sull’essere e il denaro sulle persone è fatta da umani. Le disuguaglianze sociali ed economiche sono realizzate da umani. La politica politicante dell’epoca contemporanea è fatta da umani. L’egoismo, l’avarizia, l’invidia, la slealtà, la disonestà, la cattiveria sono condotte umane sempre più prevalenti.

Ed allora se diciamo restiamo umani a che ci vogliamo riferire per evitare che si tratti di una frase vuota? Penso che potrebbe significare di riscoprire l’autenticità dell’essere umano: anima, cuore e cervello. E quindi ritrovare il senso del dono della vita umana. Avere un’anima e quindi riscoprire una dimensione spirituale, in senso non necessariamente religioso, ma profondamente laico. Anima come essenza, profondità, immaterialità, disinteresse, anelito verso l’immortalità oltre la vita. Il cuore per scegliere i sentimenti giusti, a cominciare dalla prevalenza dell’amore sull’odio. Ed il nesso indissolubile tra amore e felicità.