Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

4 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:40

Lo ammetto, fino a qualche giorno fa mi ero convinto che dopo Gaza non avremmo più dovuto né potuto usare la parola “umanità”, in nessuna delle sue accezioni. Al di là del mero dato scientifico biologico, che ci assegna alla stessa specie, il genere umano (“il complesso di tutti gli uomini viventi sulla terra”, dice la Treccani); non avremmo più potuto affermare di appartenere a una stessa comunità “umana”. Non ne avremmo più avuto il diritto. Una comunità si fonda, innanzitutto dell’altro come nostro simile. Come qualcuno con cui si ha qualcosa da condividere e questo oggi non sta accadendo. Non siamo stati capaci di condividere questo senso di appartenenza e fino a poco fa non ne saremmo neppure più stati degni.

Lo stesso valeva per l’altra accezione: “Sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri uomini”. Umanità racchiude un insieme di valori che si contrappongono alla brutalità, all’egoismo, alla cattiveria, alla brutalità. Anche qui sembrava avessimo fallito. Fallito per menefreghismo, indifferenza, disattenzione, cose ancora peggiori della violenza esercitata dalle truppe israeliane.