Le fotografie che vedete in pagina documentano l’incendio del locale “Da Baffo”, in via dei Fulvi 8, una traversa di via Tuscolana. Al ristorante, di cui era titolare Mauro Caroccia, padre della giovanissima Miriam, ex socia di Andrea Delmastro nelle Bisteccherie d’Italia, è stato dato fuoco in modo doloso due volte, nel dicembre 2019 e nel marzo 2020. Caroccia andò alla polizia e presentò regolare denuncia quale vittima della criminalità organizzata. Sono queste immagini che oggi l’avvocato di Miriam e Mauro, Fabrizio Gallo, presenterà in Procura a Roma, dove i suoi assistiti sono stati convocati per chiarimenti in quanto indagati per intestazione fittizia di beni. In particolare, i magistrati suppongono che il vero titolare della Cinque Forchette, la società proprietaria delle Bisteccherie, che aveva come soci l’ex sottosegretario alla Giustizia e altri tre esponenti biellesi di Fdi, sia il padre e non la figlia.

La vicenda ha rilevanza nazionale perché Caroccia ha già una condanna per intestazione fittizia di beni, relativamente a “Da Baffo”, dove gli è stato contestato di fare da prestanome del boss romano Michele Senese, detto ‘O Pazzo. Il teorema dei pm è che il ristoratore abbia replicato lo schema con il nuovo locale, di cui erano soci anche Delmastro e gli altri tre. L’esponente di Fdi, che ha ceduto le quote della società non appena ha saputo della condanna definitiva di Caroccia, nel febbraio scorso, e si è dimesso dal governo tre settimane dopo, al momento non è indagato e ha sempre dichiarato di non conoscere la situazione penale del padre della sua socia. Queste premesse sono necessarie per costruire secondo un plausibile punto di vistale tappe di una vicenda appena agli inizi ma sulla quale l’opposizione e il circo mediatico che le fa da contorno hanno già pronunciato sentenze definitive, naturalmente di condanna del sottosegretario benché basate al momento solo su allusioni.