Nel ristorante “Bisteccheria d’Italia” si riciclava il denaro del clan Senese. A scriverlo, nero su bianco, è la procura di Roma nel decreto che fissa l’interrogatorio di Miriam Caroccia, ex socia dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, e del padre Mauro, in carcere a Viterbo da febbraio scorso per mafia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Mauro Caroccia, che sentenze passate descrivono come amico fidato e prestanome dei boss Senese, «per eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniale» e «per agevolare il riciclaggio», attribuisce «fittiziamente» alla figlia il 50% della società “Le 5 forchette”, proprietaria di quel ristorante alla periferia romana.
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Tra i soci della Srl, l’ormai ex sottosegretario Delmastro con il 25% delle quote e alcuni sui compagni di partito piemontesi. Tramite la società, si legge negli atti, i Caroccia «reinvestivano, anche in fase di avviamento, proventi delle attività illecite del clan così da ostacolare la possibilità di accertamento della loro provenienza delittuosa». E non è la prima volta che Mauro Caroccia utilizza i ristoranti per pulire il denaro “sporco” della malavita romana.













