Nei primi mesi del 2026, il mercato della casa - sia lato compravendite che affitti - consolida il trend di crescita già avviato nel 2025, ma rallenta. Passi in avanti sì, ma senza più balzi robusti. E’ quanto si legge nel 1° Osservatorio sul Mercato Immobiliare di Nomisma, presentato oggi presso l’UniCredit Tower Hall di Milano, che analizza la congiuntura del settore a livello nazionale con un focus di approfondimento su 13 mercati intermedi (Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno Taranto, Trieste e Verona).

Rispetto a un anno fa - nonostante le tensioni internazionali e segnali di un rischio di rialzo dell’inflazione che potrebbe restringere l’accesso al credito - i prezzi mostrano una dinamica più solida, si riduce il divario tra valori richiesti e offerti, l’offerta viene assorbita più rapidamente e la domanda è in crescita. «Sono segnali di un ciclo espansivo che tende a consolidarsi, con un mercato tendenzialmente più dinamico e più liquido ed una domanda sostenuta» sottolinea Nomisma.

Il mercato delle compravendite

Tuttavia, se nel 2025 le compravendite del mercato residenziale italiano sono cresciute del +6,4% rispetto all’anno precedente e anche nei 13 mercati intermedi sono aumentate complessivamente del +6%, con una crescita più marcata nei capoluoghi rispetto al resto della provincia, nel 2026, Nomisma stima un rallentamento dell’attività, con un ritmo sul mercato nzionale più contenuto (+1,8% rispetto al 2025) e attestandosi intorno alle 780mila transazioni. Un livello che, secondo le attese, dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile anche nel biennio successivo.