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La rete di resistenza legale degli anarchici alza la voce dopo i fermi delle 91 persone di Roma: “Misure emergenziali sperimentate per il dissenso politico”
Domenica a Roma ci sono state le commemorazioni dei due anarchici morti a Roma nell’esplosione di un ordigno. Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano stavano preparando una bomba destinata a qualche ufficio amministrativo o governativo nei pressi del casolare quando l’ordigno è esploso: le prime indagini hanno permesso di identificare l’esplosivo come plastico e molto instabile, che potrebbe essere la causa dell’esplosione. Gli anarchici hanno promesso vendetta per la loro morte, nonostante sia avvenuta per cause imputabili esclusivamente a loro e proprio per i toni e la tensione dei giorni che hanno preceduto il raduno di sabato, il questore di Roma ha preferito vietare la manifestazione, tanto che ci sono stati 91 fermi per identificazione. Gli avvocati degli anarchici hanno annunciato iniziative contro l’azione della questura.









