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Dal mondo antagonista è arrivata la rivendicazione del sabotaggio delle reti ferroviarie di Roma del 13 febbraio: “Atto concreto di antimilitarismo”
È arrivata la rivendicazione dell’attentato ferroviario di Roma del 13 febbraio. La matrice è, come sospettato dagli investigatori, anarchica: anche in questo caso è arrivata attraverso uno dei canali dell’area dove gli antagonisti sostengono che “in diversi punti e snodi ferroviari abbiamo incendiato e danneggiato i cavi lungo i binari provocando di fatto il blocco di diverse linee dell’alta velocità” . Queste azioni, aggiungono, “sono il nostro contributo al caloroso benvenuto e augurio a questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali”.
In un altro passaggio spiegano: “Abbiamo partecipato ai blocchi massivi delle strade e i porti durante i mesi di mobilitazione per la Palestina, abbiamo invaso le stazioni e attaccato la polizia quando è stato possibile. Ma oggi abbiamo scelto di agire protetti dalla luce della luna, in un piccolo gruppo riunito dall’affinità e dalla voglia di essere conseguenti agli slogan urlati nei mesi scorsi: blocchiamo tutto”. Il potere, dicono, “si prepara alla guerra e anche noi, anarchici, rivoluzionari, individui coscienti vorremmo fare lo stesso”. Definiscono l’infrastruttura ferroviaria come “un nodo principale della mobilità di forze e materiali bellici”, quindi “attaccare Rfi quindi è un atto concreto di antimilitarismo e un gesto di solidarietà a tutti coloro che subiscono oggi l’atrocità della guerra e del colonialismo”.









