"In questa Pasqua, celebrata qui in Terra Santa in un tempo segnato da tante ferite e sofferenze, siamo chiamati a vivere la risurrezione di Cristo non solo come un evento del passato, ma come un avvenimento che ci raggiunge oggi, in questa concreta situazione, e che porta con sé un giudizio sulla nostra storia e sulla nostra vita".
Lo scrive il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, nel messaggio per la Pasqua.
"In questa terra, dove ancora oggi sperimentiamo il peso della guerra, della violenza, della paura e dell'incertezza, la risurrezione di Cristo non è una parola lontana, ma un fatto concreto che ci chiede di cambiare sguardo: di non lasciarci determinare dal giudizio del mondo, ma di imparare a leggere la storia con gli occhi di Dio.
La Pasqua ci invita a credere che rinunciare alla violenza non è debolezza, che perdonare non è una sconfitta, che la morte non è la fine", afferma il francescano concludendo: "Cristo è risorto: è questa la nostra certezza, è questa la nostra pace".















