Colpo di scena alle nomination dei David di Donatello 2026. Le città di pianura di Francesco Sossai è il film pigliatutto. Sono sedici le candidature per l’alcolica commedia veneta on the road prodotta da VivoFilm e Rai Cinema, piccolo caso durante l’autunno che ha raccolto un milione e ottocentomila euro e poco più di 200mila spettatori. A tallonare il film di Sossai ci sono: La Grazia di Paolo Sorrentino (14 nomination); Le assaggiatrici di Silvio Soldini (13); Duse di Pietro Marcello, Fuori di Mario Martone e La città proibita di Gabriele Mainetti (8); Primavera (7); 40 secondi, Gioia mia, Queer (5); Cinque secondi di Paolo Virzì (4). Per accendere subito il fuoco della polemica i film che hanno incassato di più durante la stagione come Buen Camino di Checco Zalone e Follemente di Paolo Genovese si sono fermati a una nomination, entrambi nella categoria Miglior Canzone Originale.
Chi polemizzerà, vedrà. Intanto un altro che se n’era andato dalla ribalta dei David non senza clamore come Paolo Sorrentino ci rientra dalla porta principale con La Grazia diventando probabilmente l’unico vero contendente per la notte del 6 maggio a Le città di pianura. A partire dalla casella della regia dove il regista napoletano combatterà con Silvio Soldini, Gabriele Mainetti, Mario Martone e Francesco Sossai per un David non affatto scontato. Tra le attrici se la giocano Valeria Bruni Tedeschi per Duse, Barbara Ronchi per Elisa, Valeria Golino per Fuori, Aurora Quattrocchi per Gioia mia; Anna Ferzetti per La Grazia e Tecla Insolia per Primavera. Scontro tra titani tra gli uomini. Toni Servillo, presidente della Repubblica indeciso a tutto in La Grazia, è insidiato da vicinissimo dal taciturno avvocato interpretato da Valerio Mastandrea in 5 Secondi e dal Nicola Calipari portato sullo schermo da Claudio Santamaria in Il Nibbio.












