C'è una piccola grande rivoluzione nelle cinquine dei David di Donatello presentate nello studio 18 di Cinecittà in versione planetario. Lo scontro quest'anno, per il più prestigioso premio del cinema italiano, è esclusivamente tra 'autori-autori'.

E questo già dalla testa della classifica. Troviamo infatti al primo posto 'Le città di pianura', un film sulla provincia, che sembra scritto da Paolo Conte, che ha ottenuto ben sedici candidature e firmato da Francesco Sossai, veneto di 37 anni al suo secondo film. Mentre al secondo posto con quattordici candidature troviamo 'La Grazia' di Paolo Sorrentino, riflessione filosofica sul perdono. Questa onda autoriale è anche più vera andando avanti nella classifica delle candidature.

Troviamo infatti a seguire: Silvio Soldini con il raffinato 'Le assaggiatrici'; Pietro Marcello con una misteriosa 'La Duse'; Mario Martone con 'Fuori' ispirato a Goliarda Sapienza; l'opera pop 'La città proibita' di Gabriele Mainetti e, infine, Damiano Michieletto, innovativo regista teatrale prestato al cinema, con 'Primavera'. E fa bene Piera Detassis, presidente dell'Accademia, a dire di essere contenta che questa tendenza sia presente anche nelle cinquine dei David giovani, cosa che ė "certamente un buon segnale". Questa sorta di rifiuto del mainstream è presente quest'anno anche nella selezione del miglior film internazionale: si va da Salles (Io sono ancora qui) a Ben Hania (La voce di Hind Rajab), fino a 'Un semplice incidente' di Panahi. E fa notare ancora la Detassis che se nei primi due posti troviamo da una parte un film che racconta "la provincia, la marginalità" come quello di Sossai e uno che invece "entra dentro le istituzioni" come 'La grazia', in tantissime opere di quest'anno c'è comunque tanta italianità in tutte le sue declinazioni. La forza del film di Sossai si vede anche dal fatto che tra gli attori protagonisti candidati nelle cinquine ne entrano due del suo film non certo famosi, come Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano che se la dovranno vedere con Toni Servillo (La grazia), Claudio Santamaria (Il nibbio) e Valerio Mastandrea (Cinque secondi).