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1 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 9:34

Non sono un habitué dei teatri, o almeno non lo sono più da tempo, ma ogni tanto mi capita di andarci. In una di queste mie ormai rare incursioni, ho avuto la fortuna di imbattermi in una messa in scena non solo piacevole ma davvero inaspettata, un’opera per giunta frutto della fantasia di due giovanissimi e calata benissimo nella realtà dei millennials; delle ragazze e dei ragazzi insomma nati nel nuovo secolo e dunque per inciso del tutto vergini di dispute ideologiche, crolli di muri et similia.

L’altra sera ero a Calenzano, alla periferia di Firenze, dove nel piccolo ma molto carino teatro Manzoni, luogo da 140 posti, andava in scena Le nostre folli capriole nel sole, uno spettacolo scritto e interpretato – lo dico subito: magistralmente – da Iulia Bonagura ed Emanuele Baroni, con quest’ultimo che ne è pure il regista. Ora, per chi è abituato a frequentare sale dove sovente si replicano per l’ennesima volta Pirandello o Shakespeare, assistere ad uno spettacolo scritto già un paio di anni fa da una ‘ragazzina’ di nemmeno 26 anni, e ad uno spettacolo che parla del rapporto di amicizia di due bambini, poi adolescenti, che si rivedono ogni estate su una spiaggia laziale rappresenta una mezza rivelazione. O rivoluzione. Fate voi. Perché nelle ‘folli capriole’ dei due adolescenti, nei loro racconti, nelle loro confidenze, negli infantili bisticci e nei silenzi maturi, nei loro non detti un po’ malinconici e nelle loro accensioni di vitalità, tutti messi in scena con una schietta, intatta, genuinità espressiva, ci sono le insicurezze, le ribellioni, le fragilità, le speranze della nuova generazione che s’appresta a prendersi le sue responsabilità nella vita.