Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 8:00 del 17 Agosto
Nonostante una scrittura torrenziale e spesso trasandata (pare che Cervantes non amasse rileggersi), Don Chisciotte dimostra da quattro secoli di avere molte frecce al suo arco quanto a disponibilità alla scena. Come confermano del resto le innumerevoli riduzioni teatrali, operistiche, ballettistiche e cinematografiche.
In primo luogo, ovviamente, un protagonista, il Cavaliere dalla Triste Figura, che si impone subito come un personaggio universale, più importante del romanzo che lo contiene e del suo stesso autore, entrando stabilmente nell’immaginario collettivo, come e persino più di altre figure archetipiche: Don Giovanni, Faust, Amleto.
Il secondo punto di forza è rappresentato dal duo Don Chisciotte-Sancho Panza, opposti e complementari già nelle fisionomie: una vera e propria coppia comica, che anticipa quella circense del Bianco e dell’Augusto, affondando le sue radici nella commedia classica e nella farsa medievale.






