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4 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 10:39

In un panorama di uscite cinematografiche ad ampia scelta, stavolta parlo di tre titoli davvero assortiti e piuttosto lontani tra loro per genere e intenzioni: ‘Grand Ciel’, dramma operaio con risvoltini fantasy, ‘Un bel giorno’, nuova commedia family di Fabio De Luigi, ‘La mattina scrivo’, sui sacrifici per la scrittura, e infine ‘EPiC: Elvis Presley in Concert’, inedito documentario ballabilissimo di Baz Luhrman. Tutti in sala dal 5 marzo.

Il primo dei quattro film di oggi fonde il tema della sicurezza su lavoro con il genere thriller ambizioni da cinema del reale ambientato tra durissime condizioni di lavoro. In una cittadina francese abbiamo un immenso cantiere dove sorgerà una city modernissima ed elegante. Caschetto giallo e scarponi antinfortunistica, un padre di famiglia ci lavora di notte sperando di riuscire ad acquistarci una casa in futuro. E già questo è un dato illusorio, visto il gap tra il cantiere di lusso e la fragilità economica di un operaio notturno a chiamata. In Grand Ciel un paio di lavoratori immigrati sans papiers spariscono misteriosamente in una zona del cantiere a livello fondamenta, parecchi metri sottoterra. Dove tra l’altro, stranamente, niente mascherine fino alla sequenza finale. Alcuni colleghi provando a indagare smuoveranno gli equilibri tra potere e relazioni sul lavoro, e qui viene il fulcro interessante. S’intossicano i polmoni degli operai e l’anima del loro caposquadra nell’opera prima di Akihiro Hata, si denuncia la silenziosa congiura ai danni dei lavoratori, costretti dal ricatto di micro-contratti per accettare condizioni economiche e di sicurezza altamente sconvenienti, e in più rischiose per salute e incolumità. Piuttosto controverso anche per il finale, ancor più misterioso che polveroso, propone un thrilling che si fa seguire nonostante alcune sbavature.