Intervista all’archeologo, regista, documentarista, alpinista
Roma, 1 apr. (askanews) – SGUARDI intervista Carlo Alberto Pinelli, documentarista, regista, archeologo, alpinista, una vita di passioni e di avventure: “Sì, io nella vita ho fatto moltissime cose diverse. Proprio spinto da questa curiosità, forse un po’ superficiale, che mi ha permesso però invece di approfondire un’unica materia, di guardarmi intorno e vedere anche cose interessarmi a cose molto diverse”. A novanta anni compiuti, insegna ancora cinematografia documentaristica all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. I primi rudimenti li prese da un mito del cinema italiano come Gillo Pontecorvo; del resto è figlio d’arte, suo padre Tullio Pinelli fu sceneggiatore di tutti i grandi film di Federico Fellini e poi di Mario Monicelli. Dall’archeologia alle scalate nelle catene dell’Himalaya, dalla passione sviscerata per le montagne dell’Oriente all’associazione ecologica Wilderness fondata nell’87, dai documentari con Folco Quilici ai ricordi esilaranti di Ennio Flaiano e Pier Paolo Pasolini. Ma anche la bellissima impresa dei tre corsi di alpinismo finora organizzati per le ragazze in Pakistan, sfidando la diffidenza delle famiglie e aprendo prospettive inattese di libertà alle partecipanti: “C’è una doppia realtà: la realtà dei sogni comune a tutte le ragazze di tutte le parti del mondo: viaggiare, studiare e fare esperienze al di fuori della cerchia ristretta della propria famiglia o del proprio clan. E poi però c’è la realtà: combattere contro i genitori che dicono, ‘tu ormai a 22 anni devi assolutamente sposarti'”.







