Una vita da romanzo, a cavallo tra Italia e Francia: si è svolta con grande successo presso la Fondazione Simone et Cino Del Duca di Parigi, la terza tappa della presentazione del documentario dedicato a Cino Del Duca, figura emblematica dell'editoria del Novecento.
L'evento ha registrato una partecipazione autorevole e sentita, a testimonianza dell'attualità e della rilevanza della figura di Del Duca nel panorama culturale europeo.
Tra i presenti, l'Ambasciatrice d'Italia in Francia, Emanuela D'Alessandro, che nel suo intervento ha sottolineato il profondo e duraturo legame tra Italia e Francia, incarnato perfettamente dalla vita e dall'opera dell'editore marchigiano. Sono intervenuti inoltre Paola Severini Melograni e Roberto Dassoni, rispettivamente produttrice e regista del biopic 'Una passione, due nazioni: Cino del Duca', che hanno raccontato al pubblico il lavoro di ricerca e narrazione dietro il documentario, evidenziando la straordinaria modernità della figura di Del Duca. Un momento dedicato al ricordo personale dell'imprenditore, alla presenza dei familiari e in particolare di Maria Luisa Benvenga, che ne ha condiviso un ritratto affettuoso. I saluti iniziali sono stati affidati a Camille Bouvier, amministratrice generale della Fondazione. All'incontro nei saloni dell'Hotel Pereire, la splendida sede della Fondation Simone e Cino del Duca affacciata sul Parc Monceau, hanno preso parte anche Antonio Calbi, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Parigi, e Fabio Gambaro, già direttore dell'Istituto e oggi alla guida del festival Italissimo, oltre alla giornalista Marcelle Padovani e a Roberta Milone, delegata generale della Fondazione Dosne-Thiers dell'Istituto di Francia. L'iniziativa ha confermato il forte interesse internazionale per la figura di Del Duca e per una storia che unisce impresa, cultura e impegno civile, rafforzando ulteriormente il dialogo culturale tra Parigi e Roma. Il documentario, realizzato da Rai Documentari, continua così il suo percorso di valorizzazione di una delle personalità più significative del Novecento europeo. Ora il biopic avvia una nuova fase del suo percorso, orientata a un'evoluzione narrativa e a un approfondimento ancora più ampio. In questa prospettiva, è stata avviata la ricerca di partner e collaborazioni che possano contribuire allo sviluppo e alla diffusione del progetto su scala internazionale.Da fattorino e venditore di dispense porta a porta, Cino Del Duca diventa un grande editore di successo del nostro paese. Negli anni Trenta crea "Il Monello", rivista destinata ai ragazzi, "L'intrepido", per ragazzi più grandi, e nel secondo dopoguerra "Stop", padre del giornalismo gossip italiano. Nel 1938 si trasferisce in Francia, dove riesce a stampare e a diffondere i suoi giornali anche sotto il regime di Vichy, conducendo un doppio gioco pericolosissimo che gli varrà, a guerra finita, la Legion d'Onore, la Croce di Guerra e la Médaille de la Reconnaissance Française. In Italia fu anche produttore cinematografico, lasciandoci alcuni tra i film più significativi della storia del cinema: L'Avventura di Antonioni, il Bell'Antonio di Bolognini e Accattone di Pasolini.







