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L'italiano, di questo passo, "finirà solo per soppiantare definitivamente i dialetti, almeno in certe zone, perché si ridurrà esso stesso a dialetto"

Locutore uno avvocato on line, in una call: "Ti prego su questo aspetto serve una deep dive". Locutore due un legale anche lui; lì per lì non capisce cosa accidenti sia una deep dive, ma alla fine realizza : "Certo, non intendevo rendere l'opinion at dog's dick". Il locutore uno, nella sua mail di risposta alla deep dive del locutore due: "Il Ceo deve ancora blessare tua opinion. Ho comunque fatto follow up per ottenere feedback asap". Un piccolo scambio in perfetto itanglese o itangliano da legulei, tratto da una lettera al direttore 19 dicembre ventiventidue pubblicata dal Dubbio, che rasenta la nuova frontiera dell'angliliano. Andrea Armati, l'estensore della missiva, si era divertito a pomparlo, nel suo pezzo caustico e irridente, di talune sigle, parole ed espressioni up to date, angliche o anglicizzanti, in uso fra i suoi colleghi: da conference call ("audioconferenza") a legal mindset ("mentalità giuridica"); da Fyi (For your information, "per tua informazione") a due diligence, la diligenza dovuta nell'approfondire qualcosa (perlopiù con riferimento a una trattativa aziendale); da planning check (in buroitaliano: verifica della pianificazione) a kick off meeting (la riunione d'avvio di un progetto, sempre aziendale), speculare a closing meeting (la riunione finale).