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Il saggio di Marco Bassani riflette su quanto la nostra cultura sia ancora vitale

L'ultima fatica di Luigi Marco Bassani (Occidente contro Occidente. Elegia prima del suo trionfo, pubblicato da Liberilibri) è un'appassionata riflessione sul presente della civiltà occidentale e sul suo futuro. Tanto colto quanto di agevole lettura, il testo muove dalla persuasione che il nostro mondo sia seriamente minacciato: dall'interno e dall'esterno. Non solo l'orizzonte globale vede delinearsi potenze avverse alla libertà individuale (a partire dalla Cina), ma le stesse società di matrice europea sono spesso prigioniere di follie genderiste ed ecologiste, mentre declina la libertà di espressione e l'intera esistenza è amministrata da norme e burocrazie.

Nonostante ciò Bassani muove da un dato che rappresenta un elemento di ottimismo, e cioè dalla constatazione che non solo la nozione stessa di declino è occidentale, ma anche che ogni ipotesi post-occidentale sarà in qualche modo largamente ancorata alla nostra tradizione. Egli rileva, e non è facile contestarlo, che l'Occidente "è un sistema-pensiero che ha prodotto le lenti con cui interpretare la realtà del nostro pianeta, e le ha inevitabilmente fornite anche alle altre culture". La celebre formula di Orazio, che descrive la conquista romana della Grecia come la premessa per il trionfo della grecità, trova qui una rinnovata attualità.