L'aria di primavera porta con sé un aumento importante dei disturbi legati alle allergie oculari: un fenomeno ormai molto diffuso e, per molte persone, fortemente invalidante. «Le allergie oculari colpiscono ogni anno oltre il 20 percento delle persone», spiega il dottor Domenico Schiano, oculista, ricercatore all'Università UniCamillus e presso la Fondazione Bietti.
«Rispetto al passato, è cambiato anche il modo in cui queste si manifestano: un tempo si pensava che le allergie iniziassero nell'infanzia e tendessero ad attenuarsi con la mezza età. Oggi, invece, non è affatto raro vedere persone che diventano allergiche per la prima volta anche intorno ai quarant'anni». Gli occhi sono l'organo più colpito dalle allergie ambientali, in particolare in primavera.
«Risultano spesso più intense in ambiente urbano rispetto alla campagna, a causa dell'inquinamento atmosferico», spiega l'esperto. «In città si sviluppano grandi quantità di pollini che, invece di depositarsi naturalmente al suolo come avviene nei campi, rimbalzano sull'asfalto e rimangono più a lungo sospesi nell'aria, aumentando così la loro aggressività».
Quali sono i sintomi principali?
«L'occhio allergico presenta una sintomatologia piuttosto tipica: arrossamento, prurito e lacrimazione acquosa», dice Schiano.






