La storia di Ilaria Salis è un romanzo a puntate. E come in ogni romanzo, non poteva mancare una questione di cuore. Ovviamente con contorni comici. È curioso, per esempio, che a rendere la posizione dell’eurodeputata Avs sostanzialmente indifendibile sia stata proprio lei: se avesse evitato di pubblicare sui social le foto dei controlli di polizia a Roma, se non si fosse messa a gridare allo stato di polizia, al regime orbaniano in Italia e tutte le altre sparate da centro sociale cui ormai ci ha abituato, nessuno avrebbe mai saputo che la giustizia tedesca è sulle sue tracce. Nessuno avrebbe saputo delle segnalazioni sul suo conto.

L’unico fatto dimostrato finora è l’esistenza di ombre inquietanti sulla paladina della sinistra italiana: perché finché era Budapest ad accusarla per i suoi legami estremisti, i suoi compagni avevano gioco facile ad archiviare la cosa come il complotto di un pericoloso regime nero.

ILARIA SALIS TRAVOLTA, "IVANO BONNIN TROVATO IN CAMERA CON LEI": UN ALTRO GUAIO

Piove sul bagno in casa di Ilaria Salis. I controlli "preventivi" della polizia nell'hotel di Roma prima d...

Mentre diventa difficile sostenere che anche Berlino muova contro di lei sulla base di un’oscura azione reazionaria. Eppure Ilaria, invece di provare un comprensibile imbarazzo, ha scelto di caricare a testa bassa e dare conto delle vessazioni subite.