Blitz in hotel, controlli, interrogazioni e il solito copione che trasforma un caso giudiziario internazionale in una grana politica tutta italiana. Ilaria Salis non ci sta e rilancia: azione parlamentare a Bruxelles e interrogazione diretta ai ministri Matteo Piantedosi e Antonio Tajani. Due fronti, una sola linea: fare chiarezza su quanto accaduto sabato mattina in un hotel romano, dove la polizia è intervenuta su segnalazione delle autorità tedesche.

Come racconta il Corriere della Sera, tutto nasce da una nota Schengen del 3 marzo: il nome dell’eurodeputata compare infatti negli atti dell’inchiesta sul gruppo eversivo di estrema sinistra “Hammerbande”. Ma attenzione: “non è tuttavia accusata di organizzazione eversiva e criminale”, a differenza di altri undici militanti tedeschi finiti a processo. Un dettaglio non da poco, che cambia il peso politico della vicenda. Il punto è un altro: la Germania ha acceso un procedimento “a specchio” rispetto a quello ungherese sui fatti di Budapest 2023, durante la famigerata “Giornata dell’Onore”, raduno dell’estrema destra europea. In quell’occasione ci fu l’aggressione a tre neonazisti, episodio che ha innescato una catena giudiziaria internazionale.