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31 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 20:41

Sarà una crisi energetica lunga, avrà delle ripercussioni ed è costata già 14 miliardi all’Europa. Rispetto alla guerra in Ucraina l’Ue ha un grado di preparazione maggiore e soprattutto più rinnovabili, ma la portata della guerra in Iran ha convinto anche i più ottimisti che i 27 Paesi membri devono correre ai ripari. Riducendo i consumi e aumentando il grado di coordinamento, in attesa che anche l’esecutivo europeo metta in campo un carnet di interventi per ammorbidire gli effetti della crisi. È quanto venuto fuori dalla riunione informale in videocall dei ministri dell’energia dell’Ue.

Poco prima della riunione, in una lettera ai 27, il commissario all’Energia Dan Jorgensen ha sottolineato che i Paesi membri devono “prepararsi tempestivamente” a “un’interruzione potenzialmente prolungata” delle “forniture energetiche“. Per il commissario danese è necessario intervenire subito innanzitutto risparmiando sui consumi di gas e petrolio, come indicato anche nel vademecum redatto dall’Agenzia Internazionale dell’Energia. Ridurre di dieci Km/h la velocità in auto, ricorrere ai trasporti pubblici con maggior frequenza, usare il telelavoro, sono solo alcuni esempi delle buone pratiche consigliate. Un occhio anche alla riduzione dei voli. “Sappiamo, ovviamente, che ci sono diverse circostanze nazionali. Ciò significa che non esiste una soluzione valida per tutti. Ma è chiaro che più si può fare per risparmiare petrolio, soprattutto diesel, soprattutto carburante per aerei, meglio è, e quindi continueremo anche a contribuire alla condivisione delle migliori pratiche e a fornire indicazioni agli Stati membri sulla tempistica delle diverse misure”, ha spiegato Jorgensen che ha parlato anche di autonomia energetica, aumentando ad esempio il consumo di biocarburanti. Con una lezione da tener presente. “Questa crisi ci dimostra ancora una volta che la nostra esposizione agli shock energetici esterni è una vulnerabilità importante. E questo è legato alla nostra dipendenza dai combustibili fossili importati”, ha sottolineato Jorgensen.