Roma, 31 mar. (askanews) – “Non c’è Italia senza cinema. Patrioti, ma di quale patria?”. É il titolo della lettera aperta promossa dal Coordinamento Autori Autrici (100autori, ACMF, AIDAC, AIR3, ANAC e WGI), che lamenta “meno risorse alla creatività italiana, più soldi alle produzioni estere”.

“Sembra incredibile ma è vero: mentre le risorse del Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo subiscono un taglio di 90 milioni, sale da 40 a 100 milioni la quota del tax credit dedicata ai film stranieri girati in Italia – si legge nel testo della lettera -. Il governo decide di raddoppiare la spesa per l’attrazione delle produzioni estere, e diminuire di due terzi i fondi erogati dal Ministero della Cultura per il finanziamento di scrittura, sviluppo, produzione e distribuzione dei progetti audiovisivi italiani di particolare qualità artistica, dei documentari e delle opere di animazione”.

“È quanto stabilito dal nuovo Decreto ministeriale per la ripartizione delle risorse del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, ridotto dai 696 milioni di euro del 2025 ai 606 milioni del 2026” ricorda il Coordinamento Autori Autrici.

“Così si uccide il nostro cinema. Noi – sceneggiatori, sceneggiatrici, registe, registi, attori, attrici, compositori, compositrici, adattatori e adattatrici – siamo fermamente contrari a questa scelta iniqua, che ci preoccupa particolarmente perché arriva nel momento in cui si sta discutendo anche una nuova legge di sistema, che determinerà le sorti del cinema italiano per i prossimi decenni. Rivendichiamo con forza che tale riforma dovrà avere al proprio centro la creatività italiana, espressione dell’impegno di migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore. Perché non c’è Italia senza Cinema”, si conclude la lettera.