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31 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 14:45
“Gratteri, ti sparo in faccia”. È la minaccia pronunciata dal boss della camorra Vitale Troncone, 58 anni, ritenuto dagli inquirenti il capo del clan di Fuorigrotta, nei confronti del procuratore di Napoli, Nicola Gratteri. Il momento è stato intercettato nel maggio 2025, mentre Troncone si trovava in cella e guardava la televisione osservando il magistrato. A seguito delle minacce, nei confronti del detenuto è stato disposto l’isolamento e il trasferimento in un istituto di massima sicurezza, con applicazione del regime di carcere duro al 41-bis. Troncone, già condannato per il racket dei gadget del Napoli, era scampato quattro anni fa a un agguato, tanto che negli ambienti a lui vicini qualcuno lo soprannominò “immortale” o “il boss che visse due volte”. Il recente episodio, secondo quanto riportano Il Mattino e La Repubblica, rappresenta un ulteriore atto di sfida nei confronti della magistratura e dello Stato.
Nei giorni scorsi, Gratteri che da anni vive sotto scorta perché minacciato dalla ‘ndrangheta, a Locri, parlando della propria esperienza professionale, aveva ricordato i rischi a cui è costretto a esporsi quotidianamente: “Per fare le indagini che ho fatto assieme alla polizia giudiziaria e assieme ai miei colleghi ho rinunciato alla mia libertà. Chi conosce la mia storia sa quante volte sono stato in pericolo, quante volte io e la mia famiglia siamo stati sovraesposti. Ho rinunciato alla libertà fisica, ad andare al mare, fare una passeggiata, fare una vita normale”.







