Se Rino Gattuso è il miglior custode dello spirito azzurro, fino a diventare il ct chiamato a fare l’impresa dopo le due mancate qualificazioni Mondiali, un grande merito va a Dino Zoff che è stato il primo a credere in Ringhio e a farlo debuttare in Nazionale. Esattamente il 23 febbraio 2000, a Palermo, nell’amichevole vinta contro la Svezia con un gol di Del Piero su assist di Totti. Gattuso entrò nella ripresa al posto di Ambrosini e sei anni dopo fu tra gli eroi di Berlino. Altri tempi e altra Italia, ma il lungo viaggio azzurro di Gattuso è iniziato proprio quella sera. «Pensate che coraggio ho avuto», sorride Zoff che è pronto a fare il tifo per lui e per gli azzurri in questo spareggio contro la Bosnia. «Le sensazioni sono buone – dice il portiere campione del Mondo e d’Europa -: il nostro calcio ha qualcosa in più ed è il momento di metterlo in pratica».
Zoff, che partita sarà quella di Zenica per la Nazionale?
«Difficile e con qualche rischio, visto che giocare fuori casa non aiuta».
Uno stadio così piccolo e caldo può fare la differenza?
«L’ambiente non sarà ideale, ma in tribuna non si gioca a calcio e non ho mai visto i tifosi fare un gol».











