L'Unione Europea esprime "grande preoccupazione" per la legge sulla pena di morte votata in Israele, che definisce "un passo indietro" e presenta una "natura discriminatoria".

Lo ha dichiarato un portavoce della Commissione, notando come in Israele si siano levate voci contrarie e che ci sia un appello alla corte suprema.

"La pena di morte è sbagliata e noi ci opponiamo ad essa ovunque nel mondo": lo scrive oggi Yvette Cooper, ministra degli Esteri nel governo britannico di Keir Starmer, ripubblicando la dichiarazione sottoscritta con i colleghi di Italia, Francia e Germania di condanna della legge voluta dall'estrema destra e dal premier Benyamin Netanyahu per la sua introduzione in Israele nei confronti di chi sia condannato per atti mortali di "terrorismo", ma solo nei casi in cui venga riconosciuto "l'intento di negare l'esistenza dello Stato" ebraico. Legge bollata nel documento come "di fatto discriminatoria" ai danni dei soli palestinesi.

Gli Stati Uniti, invece, rispettano il diritto di Israele di determinare le proprie leggi, dopo che il suo Parlamento ha introdotto la pena di morte per i palestinesi condannati per omicidio, optando per una mossa criticata con durezza dalle nazioni europee e dai gruppi per i diritti umani. "Gli Usa rispettano il diritto sovrano di Israele di determinare le proprie leggi e le sanzioni per gli individui condannati per terrorismo - ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato -. Confidiamo che tali misure siano attuate nel contesto di un processo equo e nel rispetto di tutte le garanzie e tutele applicabili in materia di giusto processo".